Sabato 24 maggio ore 21.00
Cerimonia di premiazione
Spettacolo fuori concorso
Compagnia “I Marrucini” di Chieti
Commedia “Ogge me spose… e dumane devorzie!”
di Raffaele Caianiello
Regia di Antonio Potere
In breve
Una commedia brillante dai dialoghi veloci e divertenti dove tutto si svolge attraverso un piano perfetto con
una tattica studiata a tavolino: oggi mi sposo e domani divorzio. Un matrimonio per accontentare iil genitore,
un divorzio per liberarsi del “marito virtuale”.
Un progetto che sarebbe potuto andare in porto se… se non ci fossero state le strabilianti variabili innescate
con maestria dall’autore che, facendo leva solo sugli stravolgimenti delle scene, riesce a mantenere viva
l’attenzione degli spettatori che restano sospesi in attesa dell’evolversi delle situazioni.
Due amici bravi a cacciarsi nei guai, una fidanzata comprensiva, una sorella che nonostante abbia intenzione
di licenziarsi “da cammarera e da sorella”, alla fine con grandi doti di concretezza e praticità riesce a
riportare alla normalità una situazione tutt’altro che semplice.
Il matrimonio programmato cui dovrebbe far seguito il divorzio si rende necessario per Rosalia, promessa in
sposa ad un giovane dal proprio padre, deciso a mantenere fede all’impegno assunto. Rosalia però non è dello
stesso avviso e grazie all’aiuto dell’amica Nuccia, avvocato, mette su il piano del finto matrimonio.
Ai disguidi causati dalla necessaria convivenza delle due donne nell’appartamento dei due amici, si aggiunge
la presenza e la gelosia della fidanzata di Donato, l’artefice dello sviluppo della commedia.
Tutta la storia è ulteriormente arricchita dalla presenza di un portiere e di una vedova… consolabile, nonché
dal padre di Rosalia giunto dall’estero per il matrimonio della figlia. Inaspettatamente Renato, amico di
Donato, resta incantato da Nuccia e dal suo bimbo grazie all’intervento di Assuntina, sorella di Donato, si
sbroglia il bandolo della matassa svelandola quale vera protagonista di tutta la vicenda.
La conclusione è tra le più squisite che potesse immaginare perchè, dopo la coppia Renato – Nuccia e la
chiarificazione tra Donato e Lorena, succede che il giovane che avrebbe dovuto sposare Rosalia (i due non si
conoscono) decide di incontrarla in anonimato per capire le motivazioni che hanno indotto la ragazza a
venire meno all’accordo tra i genitori, ma… la freccia scoccata da Cupido fa centro ed alla fine, quando il
papà di lei chiede spiegazioni, Rosalia afferma che: “Ho sempre pensato che per ognuno di noi c’è un
compagno ideale.” Quando si sposa, finisce una vita e ne inizia una nuova e se ci si sceglie per similitudine,
perchè se c’è prima di tutto una stima forte, i legami resistono”, scegliendo in tal modo di sposare Masiddu di
sua volontà e non per costrizione.
La frase finale della commedia è una perla di saggezza di Assuntina che, invitata ad andare in America dal
padre di Rosalia, risponde con fermezza: “Io vi ringrazio ma addò a trove na ricchezza chiù bella e sta
città!”, scegliendo di rimanere sola e libera dagli assilli di un fratello scapestrato mettendo in pratica una
grande verità: si sta bene là dove si è se stessi tenendosi ben aggrappati alle proprie radici; se non vi è
necessità di allontanarsi dai luoghi che ci appartengono, vale la pena rimanerci perché ogni mondo è paese,
cambia solo la prospettiva ed il legame con la propria terra, con la città che si ama perché ci rappresenta, è
giusto che non venga spezzato.

